La tardività della contestazione disciplinare determina l’annullamento della sanzione

DiStudio Berti Bagnasco

La tardività della contestazione disciplinare determina l’annullamento della sanzione

Nella sentenza in esame, il Tribunale di Torino, Sezione Lavoro, ha annullato la sanzione di tre mesi di sospensione senza retribuzione, comminata ad un dirigente pubblico, ritenendola tardiva.

Il regolamento interno dell’Amministrazione datrice di lavoro, infatti, con richiamo all’art. 55 bis, comma 4 del dlgs 165/2001, prevede che l’Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) debba contestare l’addebito “con immediatezza” e comunque entro 30 giorni da quando ha ricevuto la segnalazione o da quando ha avuto piena conoscenza dei fatti. Nel caso di specie, la segnalazione era stata effettuata il 7/12/2021, ma l’UPD aveva proceduto con la contestazione solo il 20/01/2022, sostenendo di aver interrotto la decorrenza del termine di cui sopra con una richiesta di integrazione del materiale a cui l’Amministrazione aveva ottemperato il 21/12/2021.

 

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