Approfondimenti e letture

DiStudio Legale Berti Bagnasco

La concertazione è ancora un valore (almeno nel Pubblico Impiego!)

E’ questo, in sintesi, l’insegnamento che si può trarre dalla causa, patrocinata dall’avv. Paolo Berti, che trattava di alcune modifiche all’orario di servizio e alle turnazioni imposte da un Comune al proprio personale senza il dovuto coinvolgimento del Sindacato. Continua a leggere

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Quanto conta il consenso dei lavoratori in caso di accordi sindacali che prevedono il passaggio solo di alcuni dipendenti all’acquirente di un’azienda in crisi?

Fortunatamente molto, secondo questa sentenza del Tribunale di Torino, che ricostruisce la vicenda assai complessa di un’azienda consortile dedita alla raccolta dei rifiuti nel territorio del Canavese posta in amministrazione straordinaria.

Una volta individuato un’acquirente per le attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti, il cedente e il cessionario avevano raggiunto con le rappresentanze sindacali interne un accordo che prevedeva il passaggio solo di alcuni lavoratori, e il contestuale licenziamento di tutti i dipendenti esclusi dal trasferimento. Continua a leggere

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Anche in caso di condanna penale il dipendente pubblico non può essere giudicato due volte se il datore di lavoro era già a conoscenza di tutti gli elementi della fattispecie

Questa interessantissima sentenza del Tribunale di Torino affronta il nodo, molto controverso, del divieto del ne bis in idem dopo le recenti riforme nel pubblico impiego che obbligano il datore di lavoro a concludere l’iter disciplinare in tempi rapidissimi. Continua a leggere

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Un caso di reintegra dopo la riforma dell’Articolo 18

L’ordinanza in esame, confermata anche nei successivi gradi di giudizio, è interessante perché affronta in maniera molto approfondita il tema della reintegrazione dopo la riforma dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori operata dalla Legge Fornero, valorizzando l’importanza dell’elemento soggettivo (il dolo o la colpa grave), che deve sempre essere presente per procedere al licenziamento. Continua a leggere

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Anche i contratti collettivi firmati dai sindacati più rappresentativi debbono prevedere una paga oraria equa e dignitosa

È questo il principio stabilito dal Tribunale di Milano (e confermato anche in Appello) nella causa che ha portato davanti al Giudice del Lavoro il caso di un dipendente impiegato in mansioni di addetto alla reception che, in occasioni di un cambio nella gestione dell’appalto per i servizi di portierato, si era visto applicare dall’impresa subentrante un contratto collettivo, firmato da due noti Sindacati confederali, che prevedeva però una paga oraria inferiore ai 5,00 Euro lordi, per un salario mensile di poco più di 700,00 Euro per un lavoratore a tempo pieno. Continua a leggere

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Quanto si può fare affidamento sugli estratti contributivi dell’INPS?

La sentenza in esame tratta il caso, sicuramente peculiare, ma non così raro, di un dipendente di Banca che aderisce al Fondo Esuberi previsto dal contratto collettivo di settore, che prevede la possibilità di erogare ai dipendenti in esubero che accettano di risolvere il rapporto di lavoro un’indennità pari a circa l’80% dello stipendio per un numero di anni molto elevato.
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